Ho voluto rivisitare questo cimitero dì speranze,
Quegli anni in cui pativo e trovavo conforto allo stesso tempo, in cui mi aggrappavo a ciò che mi era familiare. A te...
Perché eri l’unica cosa che faceva ancora parte del mio presente che veniva dal mio passato, anche se era un passato con cui avevo dovuto troncare ogni comunicazione. E non potendo tornare indietro volevo andare avanti, e per farlo volevo scegliere una strada già battuta, sulla quale avevo già svolto i primi passi. Dovevo andare avanti così , con piccoli passi dentro alle mie orme del passato.
Sembra contorto vero? Eppure ora mi è tutto chiaro.
Non rinnego di averti amato, sei stato il primo battito del mio cuore.
Ma ricordo bene, come ad un tratto sei diventato invisibile per me;
Con quanta facilità qualcun altro ha preso il tuo posto... avevo 15 anni o forse 115, ed è a qualcun altro che ho dato quel cuore, ed il mio corpo. Forse un pezzo di quel cuore l’ho sempre conservato per te, mentre abusavo del resto. Beh forse l’ho fatto perché tu non ne hai avuto il coraggio... ma è stato comunque il finale più adatto alla mia pelle, tu eri un bel vestito ma non della mia misura.
Sei solo ciò che non ho mai avuto, quel dolce a cui ho detto no, non perché non ne volessi ingordamente un pezzo...ma perché semplicemente non ne avevo bisogno.
E poi lo so, ero comunque troppo brutta per te, potevi amarmi solo al di là di una cornetta o nel buio della tua macchina fino alle 3 di notte. Alla luce del sole non ti sarei andata bene.
E non preoccuparti di questo, neanche io mi piacevo. E se tu davvero mi fossi piaciuto, i miei pensieri non sarebbero stati invasi, riempiti e torturati da un altro volto. Lee mie guance non si sarebbero arrossate per un altro corpo.
Eri una bella speranza, quella di poter vivere di sole caramelle... ma lo sai? A me dopo un po’ le. Caramelle danno la nausea.
Nessun commento:
Posta un commento