giovedì 15 novembre 2018

una lunga passeggiata

Alle volte penso che avrei dovuto prendermi cura di te molto meglio...e sicuramente, in parte è vero.
Quante cose in più avrei voluto darti, e quante te ne ho date e piano piano non le ricordo più tanto bene.
odio i riflessi sull' acqua così tremolanti, mi confondono, annebbiano i miei occhi.

la verità è che ci siamo incontrati quando io avevo più bisogno di te, e tu avevi più bisogno di me...
ti ho preso perché credevo di potere salvarti, e tu lo hai fatto con me.
...però sai crescere insieme è importante, e di questo ti ringrazierò sempre.

Il punto è...che avrei tanto voluto potere invecchiare insieme,con tutto quello che di meraviglioso comporta. Chi lo sa, magari in questo momento due vecchietti che passeggiano ci somigliano terribilmente... e sono meravigliosamente pronti.

Quando avrò 80 anni, mi farò una lunga passeggiata con te... te lo prometto.

domenica 8 luglio 2018

Ti amo troppo per questo mondo.Ti amo troppo per questo corpo.

Ti amo troppo per questo mondo, che invidioso non accetta di potermi vedere gioire.
Ti amo troppo per questo mio corpo, che vorrebbe amarti in ogni modo, in ogni luogo che non riesco a raggiungere, divengo storpio e incapace di darti amore ogni volta che lo meriti.

giovedì 5 luglio 2018

che spreco è stato

hai strappato via così tanto di noi, ma soprattutto di te per non soffrire più.
per dimenticare forse?
chissà quanto hai perso di te, con cosa lo hai rimpiazzato...con qualcosa di migliore? di diverso? di sbagliato?

Io l'ho fatto, ho seppellito bigliettini sotto maglioni, ho messo strati su strati di cerotti... per poi alla fine, voler ricordare ciò che avevo seppellito in giardino, quel giorno di agosto.
ho ritrovato quello che avevo strappato di me, l'ho ripreso, abbracciato,consolato, capito ed adesso lo porto con me.

"forzarsi a non provare niente per non provare qualcosa... che spreco"

più mite e ben temperata

C'era l'acqua tiepida che scorreva sulle tue spalle,e da esse mi calava sul viso... che nascondevo in te. c'era anche qualche lacrima, un misto di gioia e tristezza, un gusto di sale in mezzo ad un sapore intenso dolce. Il calore poi era forte tra noi, ma stemperato, dall'acqua che scrosciava; come in quel verso di shakespeare che ci piace: " Dovrei paragonarti allora ad un giorno di estate? tu sei più mite e ben temperata "
Allora tu sei il mio giorno di pace, il mio attimo di conforto.

lunedì 2 luglio 2018

Un isolamento

Sono sempre scappata dalle persone,
anche quelle che mi dimostravano affetto.
Come la signora del venerdì, come con te R.
Ho un senso di separazione che non mi abbandona.
un isolamento che mi blocca gli arti e talvolta intorpidisce le vene.


2marzo 18

Dark

ho provato ad oscurare...
ed allora ho capito, che infondo il buio e il posto dove trovare rifugio.
e più il fondo e nero,più è spazioso per i miei pensieri, più posso perdermi e sentirli veri.
La realtà è contaminata da troppe forme e luci fatue, ecco perché tanti piccoli uomini in nero scappano, trovano ristoro nel buio.

tu dovresti essere ancora qui. 17 gennaio 2018

 A un certo punto c'è stato uno sblocco.
Come se una parte fisica del mio corpo fosse stata colpita, un istante, veloce,senza dolore...
un formicolio al naso ed una pesante angosciante consapevolezza.
quello che facevamo non potremo più farlo.
non potrai più mettermi il naso contro il mio...
e tutto è diventato troppo pesante da reggere, troppo nitido.
ho visto quello che ho cercato di oscurare.
ho visto che non c'eri più... e lo so.
Abbiamo avuto il nostro tempo.
ci siamo amati, ma io avrei voluto esserci sempre...
e tu dovresti essere ancora qui.

mi sembra sempre di essere l'emarginato

DI appartenere ad un gruppo chiuso( al quale sono rimasto solo io)
...ma non negli affetti. Nel lavoro, nelle doti che possiedo. nel ruolo che svolgo per me ma anche per gli altri. E che costantemente dai miei simili e colleghi vengo ignorato. Preferirei una critica a questo costante silenzioso sguardo veloce.


6 dic 17

P.R.S.P. e D.

Io davvero non credevo saresti morto.
non capivo che quella era l'ultima volta...
e poteva non esserla.
ma lo è stata.
E questo dolore non mi lascerà mai, questa colpa sopravviverà.

E non credevo saresti morto
credevo fosse niente.
credevo ti avrei trovato a casa al mio ritorno.
Poi un pomeriggio non l'ho creduto più...
Allora ho sperato sarei tornata in tempo per salutarti.
ho sperato ci fossero più granelli di sabbia...
Avrei voluto tenerti tra le braccia.

Non Pensavo che non ci fossi già più.
non pensavo che fossi sparita...ma semplicemente assente, una assenza temporanea
che si è prolungata fin troppo. Troppo a lungo, così a lungo da farci capire che non c'eri più.
Ed ora quella casa è sempre chiusa. é sempre vuota. e quando cammino per quella strada mi giro a cercare quella finestra, dove mi hai salutato l'ultima volta...riesco quasi a sentire il mio nome.

Lo sapevo saresti morto.
Lo sapevo, ma volevo ignorarlo(scusami)
Dopo tutto colui che doveva morire non ti assomigliava più.
Ed è stata dura mancare le promesse...è stata dura capire che non avrei avuto altre occasioni
per fare la cosa giusta. Qualche visita in più, qualche parola in più. qualche giorno in più.

E sei Morto tu per Primo...
e non sapevo che fare. è stato il panico. è stato surreale. è stato privo di senso.
Sicuramente non eri tu.
Sicuramente era uno sbaglio.
Sicuramente lei ha capito male...
in ginocchio allora, perché non c'era più nulla a cui aggrapparsi...se non al telefono.
E sei morto davvero.


(24 nov 2017 ?... ho aspettato tanto per rileggere)

mercoledì 21 marzo 2018

io al dolore sono sempre sopravvissuta

l'aspirazione al buono

forse il meglio che possiamo fare per questo mondo è essere la migliore versione di se stessi che si riesca ad immaginare.
quando capisci che non puoi fermare bombe e fucili con le tue mani nude, quando con tutto il fiato che hai in gola non puoi contrastare il rumore dell'odio, semplicemente non ti arrendi...
ma capisci che hai la scelta, dovere come tenere (l'etimologia è dalla mia), di poter essere quanto più diversa da tutto questo puoi immaginare.
Sarai uno di meno da combattere. Devi essere uno di meno da combattere.
Non c'è bisogno di altri cattivi in questa storia.

lunedì 19 febbraio 2018

il desiderio del 22 maggio mi è stato esaudito

il tuo muso

era qualche giorno fa, una mattina in cui più volte ero stata svegliata e più volte avevo desiderato rimettermi a dormire. 
all'improvviso senza sapere se da sopra o sotto le coperte, il tuo muso mi ha colpito le mani, ti sei infilato tra le mie dita per cercare delle carezze;
e le mie mani, si sono mosse veloci come un riflesso istintivo.
ti ho accarezzato il muso mentre le mie dita diventavano umide e calde al contatto con il tuo respiro.
così per qualche minuto, o forse erano secondi che mi sembravano ore.
poi mi sono svegliata...
e avrei voluto rimettermi a dormire, ma per sognare ancora un poco.

come erica nella brughiera

proprio perché il panico mi vince quando ti vedo varcare la soglia della mia casa, delle mie stanze, ed uscire dove io non posso proteggerti... proprio per questo capisco quanto fragile possa essere un animo passionale. proprio per questo ricado nella difesa di quel personaggio che tu tanto odi...o comunque continui a non capire.

cosa credi? che se tu morissi, che se tu scomparissi inaspettatamente, io potrei rimanere la stessa persona di sempre?

o ancora, pensi che migliorerei? pensi che avrei più parole cordiali o sorrisi?
se in più non avessi affetto per nessuno al mondo oltre te, e tu infine mi venissi portato lontano, amore, potrei mai rimanere me stessa? 

no, muterei. tutto il buono in me, ed il desiderio di cose buone sprofonderebbe nell'abisso del tormento. e ora dopo ora, muterei ancora...

il rimpianto mi logorerebbe il fegato, la delusione mi renderebbe cieca, la perdita mi toglierebbe il calore dal sangue, e l'amore per te mi annerirebbe il cuore.

capisci ora? riesci a immaginarmi simile a lui.

riesci a vedermi come erica nella brughiera?
io solo al pensiero di vederti sepolta, riesco a sentire il vento della brughiera tempestosa.